S di ESG nella filiera manifatturiera: la prospettiva di CFO, Tax & Legal
La S di ESG nella filiera manifatturiera non è un tema “soft”. Per CFO, Tax & Legal è un tema di rischio misurabile, perché riguarda ciò che accade ai lavoratori lungo la catena del valore: fornitori, subfornitori, appalti e logistica. In manifattura, quando la dimensione sociale non è governata, gli effetti tendono a diventare concreti: ritardi, fermate produttive, contestazioni contrattuali, contenziosi e costi straordinari.
Dal reputazionale all’operativo: perché la “S” impatta il business
Il rischio sociale in filiera è spesso letto come reputazionale, ma per molte imprese manifatturiere è soprattutto operativo e finanziario. Un incidente grave o una non conformità “social” in un fornitore critico può tradursi in disruption della supply chain, incremento dei costi di sostituzione, penali, perdita di ordini e peggioramento della percezione di rischio da parte di banche e assicurazioni. Per un CFO, il punto è la prevedibilità: sapere dove sono i rischi e poter dimostrare come vengono gestiti.
Il quadro europeo: due diligence e disclosure alzano l’asticella
La traiettoria UE spinge verso logiche di due diligence nella catena del valore, cioè processi continuativi di identificazione, prevenzione, mitigazione e remediation degli impatti negativi su diritti e condizioni di lavoro. In parallelo, gli standard europei di reporting includono un focus sui lavoratori nella catena del valore (ESRS S2), con aspettative crescenti su evidenze e tracciabilità. Inoltre, il tema è collegato anche al market access, con misure europee orientate a contrastare i prodotti realizzati con lavoro forzato.
Dove nasce il rischio sociale nella filiera manifatturiera
Per CFO/Legal, i rischi “S” più rilevanti sono quelli che generano esposizione contrattuale e probatoria. In manifattura ricorrono tre aree: orari e retribuzioni effettive (straordinari strutturali, registrazioni non coerenti), salute e sicurezza (H&S) (incidenti, manutenzioni, formazione), e appalti/subappalti (catene opache che riducono visibilità e controllo). Più la catena si allunga, più cresce la distanza tra chi vende e chi lavora: ed è in quella distanza che aumentano opacità e vulnerabilità.
Purchasing practices: quando il rischio lo genera il committente
Un punto spesso ignorato è che la S di ESG in filiera dipende anche da come il committente compra. Lead time irrealistici, forecast instabili, urgenze ricorrenti e pressioni sul prezzo possono rendere difficile rispettare gli standard, spingendo a scorciatoie su orari o sicurezza. In ottica CFO/Legal, questo significa ridurre il “gap” tra ciò che si richiede contrattualmente e ciò che si incentiva economicamente.
Conclusione: la “S” come governance della catena del valore
Letta con lenti CFO, Tax & Legal, la S di ESG nella filiera manifatturiera è soprattutto governance: contratti esigibili, controlli proporzionati al rischio, remediation documentata e reporting sostenibile in termini di evidenze. Non è retorica: è un modo per ridurre sorprese, stabilizzare la supply chain e rendere più difendibile la posizione dell’impresa verso clienti, revisori e finanziatori.
DTA
