Di Teodoro e Associati

Scrivania professionale con laptop e documenti di Transfer Pricing per la preparazione di un audit TP; raccoglitori Master File e Local File; firma ‘Di Teodoro e Associati’ in basso a destra.

Audit TP: come prepararsi

Un audit in materia di Transfer Pricing tende a mettere alla prova, prima ancora dei risultati economici, la qualità complessiva del presidio interno: coerenza tra operatività e documentazione, tracciabilità dei dati, solidità delle scelte metodologiche. In quest’ottica, “prepararsi” non coincide con un intervento emergenziale, ma con un percorso ordinato di verifica e allineamento, utile anche a migliorare il governo delle transazioni infragruppo.

Inquadrare il perimetro e le aree di attenzione

Un approccio efficace parte dalla ricostruzione del perimetro delle operazioni rilevanti: beni, servizi, intangibili, finanziamenti, garanzie e ogni ulteriore transazione che possa incidere in modo significativo sui margini o sui flussi transfrontalieri. La definizione delle priorità è fondamentale: non tutte le partite presentano lo stesso profilo di rischio, né meritano il medesimo livello di approfondimento. Una mappatura ragionata consente di concentrare l’analisi sulle aree a maggiore materialità e complessità.

Verificare l’allineamento tra sostanza e rappresentazione

In sede di audit, particolare attenzione viene spesso riservata alla coerenza tra contrattualistica, descrizione funzionale e comportamenti effettivi (decisioni, assunzione e gestione dei rischi, controllo sugli asset, processi di pricing). È quindi opportuno verificare che le funzioni svolte, le responsabilità e i poteri decisionali siano rappresentati in modo aderente alla realtà operativa e che eventuali evoluzioni del modello di business siano state tempestivamente recepite nella documentazione TP.

Rafforzare la documentazione: coerenza, tracciabilità, aggiornamento

La documentazione (Master File e Local File) assume valore non solo per l’adempimento formale, ma soprattutto come supporto tecnico alle scelte di Transfer Pricing. In una prospettiva di audit readiness, è utile assicurare:

  • coerenza con bilancio, reporting gestionale e informazioni di gruppo;
  • tracciabilità dei dati e delle riconciliazioni (dal numero al documento);
  • aggiornamento di benchmark, comparability analysis e assunzioni chiave.
    Una documentazione chiara e “ricostruibile” riduce i tempi di interlocuzione e limita il rischio che l’attenzione si sposti su aspetti meramente procedurali.

Valutare la tenuta dei risultati con test preventivi

Oltre alla correttezza metodologica, l’attenzione può riguardare la stabilità dei risultati nel tempo. Risulta pertanto utile introdurre verifiche periodiche: outcome testing, analisi di sensitività su driver rilevanti (volumi, costi, allocazioni, tassi) e valutazione degli scostamenti rispetto alla policy. In presenza di deviazioni, una gestione ordinata (adjustment, note esplicative, revisione di policy) contribuisce a mantenere il presidio coerente e difendibile.

Predisporre evidenze e governance dell’interlocuzione

La preparazione include anche la capacità di reperire rapidamente evidenze: contratti, policy, calcoli, supporti di benchmark, organigrammi funzionali, memo decisionali e documentazione di processo. Parallelamente, è consigliabile definire ruoli e responsabilità interne (tax, finance, business) e un flusso di gestione delle richieste, in modo da garantire risposte uniformi, controllate e consistenti.

In conclusione, prepararsi a un audit TP significa strutturare un insieme di presidi che rendano il Transfer Pricing un ambito governato: non solo documenti aggiornati, ma un sistema in cui dati, operatività e razionale tecnico risultino allineati. È in questa coerenza complessiva che si gioca la qualità della posizione difensiva.

Daniele Di Teodoro
managing partner

IT
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