Di Teodoro e Associati

Transfer Pricing: principi base, metodi OCSE e novità recenti

Il Transfer Pricing non è più un tema per soli fiscalisti. Oggi riguarda direttamente CFO, controller, responsabili amministrativi e management, perché incide su margini, utili e performance delle società del gruppo e influenza il rischio fiscale nei Paesi in cui il gruppo opera.

Conoscere i principi base del transfer pricing significa gestire in modo consapevole:

  • i prezzi infragruppo (beni, servizi, royalty, finanziamenti);
  • la coerenza economica tra funzioni e profitti;
  • la documentazione transfer pricing (Masterfile e Local File) e la difendibilità in caso di verifica.

Cos’è il Transfer Pricing

Per transfer pricing si intende la determinazione dei prezzi e delle condizioni economiche nelle operazioni infragruppo, ad esempio:

  • vendita/acquisto di beni (materie prime, semilavorati, prodotti finiti);
  • prestazioni di servizi (amministrazione, IT, HR, marketing, management fee);
  • licenze e royalty su intangibili (marchi, software, know-how);
  • finanziamenti infragruppo, garanzie, cash pooling e tesoreria accentrata.

Il principio guida è quello della libera concorrenza (arm’s length):
le condizioni tra imprese correlate devono essere equivalenti a quelle che si applicherebbero tra soggetti indipendenti in circostanze comparabili.

In pratica: il prezzo non deve essere “comodo”, ma sostenibile con logiche di mercato e con una corretta analisi funzionale.

Analisi funzionale: il cuore del Transfer Pricing

Prima ancora di scegliere un metodo OCSE, bisogna chiarire “chi fa cosa” nel gruppo:

  • Funzioni svolte (produzione, distribuzione, R&D, marketing, procurement, ecc.)
  • Rischi assunti (rischio di mercato, credito, stock, garanzia, obsolescenza, ecc.)
  • Asset utilizzati (impianti, capitale umano, sistemi, e soprattutto intangibili)

Questa analisi determina la corretta allocazione dei profitti e aiuta a scegliere il metodo di transfer pricing più adatto.

Metodi OCSE di Transfer Pricing: quali sono e quando usarli

Le Linee Guida OCSE prevedono diversi metodi. In ottica pratica, quelli più ricorrenti sono:

CUP (Comparable Uncontrolled Price)

Confronta il prezzo infragruppo con il prezzo di transazioni comparabili tra indipendenti.
È il più “diretto” ma richiede comparabili forti (stessa tipologia di bene/servizio, condizioni contrattuali, volumi, mercati, timing).

Resale Price Method

Parte dal prezzo di rivendita al cliente indipendente e ricostruisce un margine “arm’s length” per il distributore.
È tipico per società che fanno prevalentemente distribuzione.

Cost Plus Method

Parte dai costi sostenuti dal fornitore (es. service company) e applica un mark-up coerente.
È spesso usato per servizi infragruppo, lavorazioni conto terzi e attività a basso rischio.

TNMM (Transactional Net Margin Method)

Analizza il margine operativo netto (es. ROS o mark-up su costi) confrontandolo con imprese comparabili.
È tra i metodi più utilizzati perché spesso consente analisi più robuste anche quando i comparabili “perfetti” non esistono.

Profit Split

Ripartisce l’utile complessivo tra le società coinvolte, sulla base di criteri oggettivi (contributi, funzioni, rischi, asset).
È molto rilevante in presenza di intangibili, integrazione elevata o catene del valore complesse.

Come scegliere il metodo?
Dipende da: qualità dei comparabili, complessità della transazione, livello di integrazione, e soprattutto da funzioni-rischi-asset.

Novità recenti e trend di controllo nel Transfer Pricing

Negli ultimi anni, l’attenzione delle amministrazioni fiscali si concentra su aree dove il rischio di contestazione è più alto:

Intangibili e approccio DEMPE

Sempre più centrale la domanda: chi sviluppa, valorizza, mantiene, protegge e sfrutta gli intangibili?
La logica DEMPE è decisiva per giustificare royalty, licenze e allocation dei profitti.

Finanziamenti infragruppo e treasury

Crescono i controlli su:

  • tassi e spread,
  • rating implicito/stand-alone,
  • sostanza economica delle funzioni treasury,
  • cash pooling e remunerazione del rischio.

Servizi infragruppo e low value-added services

I punti critici tipici sono:

  • dimostrazione dell’effettivo servizio reso,
  • beneficio per il destinatario,
  • criteri di allocazione,
  • mark-up coerente e cost base corretta,
  • esclusione di duplicazioni o costi “pass-through” non motivati.

Coerenza con Pillar Two e dati contabili

Molti gruppi cercano coerenza tra transfer pricing, risultati contabili e indicatori fiscali per ridurre disallineamenti e rischi “a cascata”.

Documentazione Transfer Pricing: Masterfile, Local File e CbCR

La documentazione transfer pricing è un pilastro difensivo: struttura e qualità contano quanto i numeri.

Masterfile

Descrive il gruppo: struttura, attività, intangibili, finanza, policy TP.

Local File

Approfondisce le transazioni della società locale: analisi funzionale, benchmark, metodi, contratti, risultati.

Country-by-Country Reporting (CbCR)

Offre una visione “Paese per Paese” di ricavi, utili, imposte e indicatori di sostanza: utile anche per controlli incrociati e risk assessment.

Transfer Pricing come leva strategica (non solo compliance)

Un sistema TP ben disegnato:

  • sostiene la pianificazione economico-finanziaria;
  • chiarisce la logica di allocazione dei margini;
  • riduce conflitti interni nel gruppo;
  • migliora la qualità del dialogo con revisori e autorità fiscali;
  • rende più efficiente l’aggiornamento della documentazione.

FAQ — Transfer Pricing in Italia

Cos’è il principio di arm’s length nel Transfer Pricing?

È il principio per cui le transazioni infragruppo devono avvenire a condizioni equivalenti a quelle che si applicherebbero tra soggetti indipendenti in circostanze comparabili.

Quali sono i metodi OCSE più usati nel Transfer Pricing?

Nella pratica si usano spesso TNMM e Cost Plus (servizi e manifattura “routine”), mentre CUP e Profit Split sono frequenti quando ci sono comparabili forti o intangibili rilevanti.

Quando serve la documentazione Transfer Pricing (Masterfile e Local File)?

Quando il gruppo ha operazioni infragruppo rilevanti e vuole presidiare rischio e compliance: la documentazione serve per supportare la policy TP e, in molti casi, per ottenere tutela in caso di contestazioni (dipende dalle regole applicabili).

Quali sono le aree più a rischio di contestazione?

Tipicamente: intangibili/royalty (DEMPE), finanziamenti infragruppo, servizi infragruppo, e disallineamenti tra profitti e sostanza operativa.

Il Transfer Pricing è solo un tema fiscale?

No: impatta budgeting, controllo di gestione, performance per società/BU, e governance dei margini lungo la catena del valore.

Daniele Di Teodoro
managing partner

IT
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